È diventato ormai un detto popolare, specie nel mondo dei credenti, l’affermazione di uno dei protagonisti del celeberrimo romanzo di Alessandro Manzoni: “La c’è la Provvidenza!” Renzo Tramaglino tra tante disavventure tocca con mano che il buon Dio “scrive dritto anche sulle righe storte”, come afferma un proverbio spagnolo.
Chi ha trascorso una lunga vita nel mondo della solidarietà, come è accaduto a me, ha avuto modo di sperimentare la validità di questa frase che Manzoni mette in bocca al povero Renzo, il quale per molto tempo fu immerso in un mondo di disgrazie e di disavventure. Posso affermare senza timore di smentita che più di una volta, trovandomi in situazioni pressoché disperate, si è aperta improvvisamente e inaspettatamente una porta che ha risolto problemi economici che sembravano irresolubili.
Mi permetto di raccontare ai lettori l’ultima volta, che risale a questi giorni, in cui mi è capitato di esclamare con riconoscenza: “La c’è la Provvidenza!” Ho già scritto qualche giorno fa che all’inizio di luglio l’impresa Dema di Jesolo ha aperto il cantiere edile in quel degli Arzeroni per costruire il Don Vecchi 7: 57 appartamenti bilocali e 20 stanze da offrire a persone che, pur abitando lontano da Mestre, lavorano nella nostra città. Scrissi già che Mestre sembra avere un occhio di riguardo per i Centri don Vecchi, perché si può toccare con mano come attualmente mezzo migliaio di anziani, in condizioni economiche disagiate, possano trascorrere gli ultimi anni in ambienti signorili, con la possibilità di essere protagonisti delle loro scelte, senza dover dipendere dal Comune o dai figli, che spesso sono gravati anche loro da preoccupazioni di carattere finanziario.
Ebbene, l’altro giorno lo scavatore aveva appena cominciato a preparare le buche per le fondamenta, quando due bellissime notizie hanno rinfrancato e dato coraggio ai membri del consiglio di amministrazione della Fondazione Carpinetum, che si sono fatti carico di questa impresa solidale!
La prima è il dono dell’arredo per i 57 appartamenti. L’associazione di volontariato Vestire gli ignudi, che ha come presidente suor Teresa Del Buffa, vice presidente e direttore generale Danilo Bagaggia e consiglieri Ugo Bembo, Barbara Navarra e io stesso, ha racimolato tutti i risparmi degli anni scorsi e quelli dell’anno corrente per donare l’angolo cottura, un grande armadio guardaroba e il frigorifero a ognuno dei 57 alloggi, con una spesa complessiva di quasi centomila euro. Scrivo questo a onore e riconoscenza nei riguardi di questo saggio e intraprendente consiglio di amministrazione, che già veste i poveri di tutta Mestre e nel contempo riesce a raggranellare qualcosa di consistente per offrire alloggio ai concittadini più sfortunati. Dopo questa elargizione spero che molti mestrini si offrano come volontari per impegnarsi in questo servizio tanto benemerito, che è diventato ormai un protagonista della Mestre solidale.
La seconda notizia è ancora più bella: un gruppo consistente di amici mi ha messo a disposizione quattrocentomila euro per il progetto del Don Vecchi 7. Questa somma è il risultato di quella sottoscrizione di “azioni” di cui il nostro periodico informa ogni settimana. Malgrado queste splendide e meravigliose notizie, è mio dovere informare che siamo ancora ben lontani dalla totale copertura dei costi necessari per realizzare la nuova struttura. Questi benefattori spero siano gli apripista dei concittadini che ci auguriamo, vogliano partecipare al progetto, secondo le proprie risorse.