Da “PROPOSTA” – 1° ottobre 2017
settimanale della parrocchia San Giorgio di Chirignago
Non è per nepotismo, ma mi pare doveroso informare quello che si fa a Chirignago per la formazione degli adulti. Mi auguro di poter fornire notizie del genere provenienti anche da altre parrocchie.
Seconda segnalazione: una serie di lettere mandate alla redazione del periodico. Per capire la cosa è necessario che vi informi dell’antefatto che ha determinato questa reazione.
Il Patriarca ha destinato l’ex cappellano, don Andrea, a fare il parroco di tre parrocchiette veneziane. In occasione dell’addio, a fine messa un gruppetto di ragazzini ha espresso la riconoscenza mediante una scenetta che un parrocchiano “tradizionalista” ha ritenuto irrispettosa del luogo sacro, non per i contenuti, ma perché fatta in chiesa e quindi ha chiesto al parroco di pubblicare questa opinione sul periodico. Al che, una serie di fedeli è intervenuta per manifestare il suo dissenso.
Ritengo giusto segnalare il garbo, la misura e la carità di questi fedeli. L’autenticità e la vitalità di una parrocchia credo che la si misuri anche e soprattutto da questa capacità di dialogo e di confronto fraterno, ma pure franco e leale.
ADULTI, A CATECHISMO!
I bambini, i ragazzi ed i giovani hanno già iniziato il loro percorso catechistico.
Ora tocca agli adulti.
Può bastare la Messa domenicale per una continua formazione e maturazione della fede in un laico che si confronta con un mondo sempre più indifferente o ostile, e con una vita che spesso è faticosa (e dolorosa)? Potrei dire di sì se non dovessi dire di no. Nel senso che nelle celebrazioni liturgiche non c’è spazio, o non ce n’è almeno fino ad ora, per il dialogo ed il confronto. Dialogo e confronto che sono necessari per capire meglio sempre ed ogni cosa.
Questo dialogo e questo confronto è possibile negli incontri di catechesi che sto per riproporvi. Ce n’è per tutti i gusti.1 IL CATECHISMO DEL GIOVEDÌ’ SERA, dalle 20,40 alle 21,10, tenuto dal parroco quest’anno ancora sul libro degli Atti degli Apostoli.
II parroco tiene prima una lezione sul testo e poi sollecita il dialogo ed il confronto. Puntuali si inizia e puntuali si termina.
Questo per i primi tre giovedì.
Il quarto (novità) sarà animato da don Sandro che incentrerà il suo intervento e la discussione successiva su IL FATTO DEL MESE, una rilettura alla luce della fede di un fatto che ha suscitato interesse, domande, paure. Interessante, no?2 I GRUPPI FAMIGLIARI che si ripropongono anche quest’anno tutti (anche quelli che sono stati particolarmente colpiti da difficoltà di vario genere) e che propongono UN INCONTRO MENSILE, nelle case dei partecipanti (o in centro) e che anche quest’anno avranno come tema IL VANGELO SECONDO LUCA.
I gruppi sono una quindicina, alcuni anche molto numerosi, per quasi metà composti o da giovani o da persone ex (da poco) giovani (45/55 anni), e distribuiti su tutto il territorio della parrocchia.LETTERE
Carissimo Don Roberto, mi permetto di disturbarla un secondo.
Ho letto la lettera a firma di Bortolato Francesco su Proposta del 24.09.2017. Mi permetta di replicare (con serenità e con spirito di correzione fraterna).
No, a me la “scenetta-gioco” non ha fatto venire il mal di stomaco, anzi mi ha fatto scendere qualche lacrima di commozione. Ritengo che il tutto sia stato fatto con estremo rispetto del luogo Sacro che è la ns. Chiesa (la Casa della ns. Comunità).
Non ho sentito schiamazzi, non ho visto atteggiamenti volgari, non mi sembra vi siano stati atteggiamenti irrispettosi nei confronti del luogo e di ns. Padre. Mi sembra un po’ azzardato affermare che si rischia dì trasformare poco alla volta la chiesa in un cinema e la celebrazione in uno show. Ogni domenica a San Simeon Piccolo alle ore 11.00 c’è la Santa Messa adatta forse a Francesco. Con rispetto e affettoElena
Caro Francesco, vorrei rispondere alla tua sollecitazione sollevata su Proposta del 24 settembre.
Concordo pienamente nel metodo: trovo lodevole -se non eroica- la tua premura nella correzione fraterna, e mi sembra che sia una piena adesione alle scritture che ci invitano caldamente adesso.
Permettimi però di dissentire nel merito: sicuramente la Santa Messa è il ricordo del sacrificio di Gesù sulla Croce.
Ma il sacrificio della Croce senza il suo compimento nella Resurrezione sarebbe semplicemente un’esecuzione capitale ingiusta. La nostra non è solo la religione della paura, della tristezza e del pensiero di morte: ci sono già le malattie psichiatriche per questo, dove si prova il vuoto dell’esistenza, l’angoscia senza senso e senza fine.
La nostra è anche la religione della gioia della Resurrezione, della salvezza per tutti gli uomini. Noi Chiesa abbiamo per lungo tempo commesso l’errore di lasciare entrare solo sentimenti tristi nei nostri edifici di culto, lasciando fuori della porta la gioia. Questo ha creato l’idea che la gioia non rientri nella fede cristiana, lanciando così i semi dell’edonismo e del relativismo atei che caratterizzano la nostra epoca. Non credo che una scenetta non prevista dal Messale, ma rispettosa di Nostro Signore e delle persone sia blasfema. Grazie in ogni caso per avermi permesso di riflettere e confrontarmi con altre persone al riguardo.Con affetto
EdinaCaro Francesco,
credo che il primo commento ricevuto alla tua lettera fosse il più azzeccato…..”sono senza parole”….., ma poi mi sono detta che qualche parola di “correzione fraterna fatta con sincerità e per amore di verità” bisogna dirla. Credo che la nota stonata in questa occasione venga da te. E cercherò dì esprimerti il mio punto di vista:
1) Quella che tu hai definito “scenetta gioco” era un saluto simpatico fatto utilizzando la musica che don Andre ama tanto; non so tu cosa definisca gioco, forse attaccare le note musicali sul pentagramma ma probabilmente se non fossi uscito avresti sentito che questi gesti erano accompagnati da affettuosi apprezzamenti sulle qualità di don Andrea e il suo amore nel seguire ogni gruppo. La scenetta faccio ancora più fatica a vederla….
2) Luogo e momento: la Chiesa è la casa del Signore ma anche la nostra, e se il rispetto rimane, non credo sia inopportuno passare anche un momento gioioso fra le sue mura; fra l’altro mi pare che in molte occasioni proprio in questo luogo si siano condivisi momenti simpatici e gioiosi accostati a momenti di preghiera (es. Festa della famiglia) e questo non ha scandalizzato nessuno. E’ vero, con don Andrea si stava celebrando la messa ma la celebrazione era praticamente conclusa e di sicuro non credo si sia mancato dì rispetto nei confronti del “Sacrificio di Gesù”.
3) Prima che i bambini capiscano di “essere come Maria e Giovanni sul Calvario sotto la Croce”, credo che debbano sentirsi in famiglia, che debbano respirare una fede e un amore per Gesù vissuto anche nella gioia, col sorriso, con una serietà che non nasce da imposizioni ma da esperienze concrete di vita. Perciò la buonafede di chi a tuo parere vuole “animare tutto a uso dei bambini” nasce dal desiderio di far si che i bambini imparino ad amare Gesù e la sua Chiesa partendo dalla loro capacità dì comprensione, di percezione, di esperienza. Non so perché dovremmo fermarci…..
4) In risposta alla tua ultima domanda, come lettrice dì proposta devo dire che ho avuto un po’ dì mal di stomaco ma …. leggendo queste righe.Lorella
PS.: Tì assicuro che la mia risposta non è dettata da risentimenti personali e tantomeno vuole essere una polemica.
Basterebbe…
” …fare esperienza in terra di missione: Africa, America latina, Asia…segna la vita, arricchisce, soprattutto apre la mente e il cuore! Penso alle molte Eucaristie partecipate, animate, danzate…laddove neppure una virgola poteva sfuggire alla fantasia creativa delta cultura locale: popoli allo stremo, ma non nello spirito! Celebrazioni coloratissime incastonate in uno scenario da eden; cielo e terra, mistero di Dio e dell’Uomo, uniti in un’armonia inesprimibile profondamente radicata nel cuore…se anche il rigo musicale avesse attraversato l’Eucaristia, anziché la gradinata, sempre di immenso Sacrificio Eucaristico si sarebbe trattato. Non portiamo alla “cremazione ” entusiasmi e riconoscenze veri a una vita autenticamente celebrata e offerta, per 14 intensissimi anni!”Sr.Guidalma
Caro Francesco, premesso che non vorremmo usare “Proposta” per polemizzare ma solo per esprimere una opinione diversa dalla tua, quindi nulla dì personale…
Siamo alcuni lettori di Proposta e tuoi amici e, onestamente, “il mal di stomaco” a noi e venuto dopo aver letto quello che hai scritto tu. Siamo sinceramente dispiaciuti che tu sia dovuto uscire di chiesa a causa di una “scenetta-gioco” che altro non era se non il saluto affettuoso di una COMUNITÀ di bambini e ragazzi alla persona che ha dedicato loro ogni minuto o quasi dei suoi ultimi 14 anni.
Riteniamo che essendo tu papà sappia capire ed apprezzare la differenza fra un asettico saluto e un abbraccio caloroso dì un figlio al proprio genitore. La forma dì saluto ed il momento in cui è stato fatto (ALLA FINE DELLA S. MESSA) sono stati scelti proprio per non disturbare in nessun modo i più sacri ed importanti momenti della celebrazione eucaristica. Lo scorso maggio siamo stati agli esercizi spirituali diocesani per sposi con figli e don Marco, sacerdote mantovano che li ha predicati, ha definito la Santa Messa come una finestra aperta sul paradiso e più è gioiosa la celebrazione maggiormente è spalancata la finestra.
Definire la messa solo come la “ripresentazione del Santo Sacrificio di Gesù Cristo” ci pare perlomeno riduttivo. Vìva Dio la storia della salvezza, che passa dalla Croce, giunge alla Gioia della resurrezione! In cuor nostro vogliamo credere che Dio Padre, in quanto tale, non sì scandalizzi ne ci imputi questo saluto festoso come una colpa, ma piuttosto che continui a guardarci con benevolenza e misericordia. Siamo contenti che i nostri figli, assieme a molti loro amici, partecipino alla S. Messa delle 9.30 così com’è, prima di tutto per il loro AMICO GESÙ, ma anche perché trovano un ambiente a loro misura (coretto, omelia alla loro portata, sacerdoti e catechiste accoglienti che insegnano loro che è bello voler bene a Gesù); in fin dei conti anche Gesù spesso faceva festa e ci invita al Banchetto Eterno… teniamo fisso l’obiettivo finale….Con immutato affetto e stima fraterna…
Silvia Salvatore Antonella Marco Anita Giovanni Piera MarcoCaro Francesco,
mi verrebbe da risponderti che … sì, è proprio il caso che ti cerchi un buon gastroenterologo!
Poi però ho pensato che le risposte istintive non sono sempre utili, perciò ti rispondo dicendo che questo tuo attaccamento alla forma tifa assomigliare sempre più ai Dottori della Legge del tempo di Gesù o agli integralisti di oggi, se preferisci. A quelli che hanno accusato Gesù perché ha compiuto un miracolo il sabato, sai bene cosa Gesù stesso ha risposto … probabilmente conosci il passo a memoria. Come neppure, a causa della “scenetta-gioco” mi sono sentita una ‘mercante nel tempio”.
Sono persuasa che la forma senza sostanza non sia una strada che libera l’uomo, ma una comoda prigione dorata per chi ha paura dì confrontarsi con il suo cuore.Elisabetta Tomasutti