Da “COMUNITA’ PARROCCHIALE SS. TRINITA’” di via Terraglio – 24 settembre 2017
Ancora una volta sento il dovere di segnalare l’articolo di fondo del parroco, dott. don Angelo Favero, dal titolo “Questo nostro tempo”, articolo supportato, come sempre, da una seria cultura, da argomentazioni logiche e stringenti. Tratta due argomenti di attualità: don Angelo indirizza una “lettera aperta” a Zaia, governatore del Veneto, sottolineando la “bufala” del referendum per l’autonomia del Veneto e il passo sbagliato, e quindi la retromarcia, sui vaccini.
Non entro nell’argomento, che condivido appieno, ma credo opportuno che chi visita questo sito legga l’articolo per intero.
Questo nostro tempo
Caro Zaia,
questa volta l’hai proprio sbagliata; e sì che finora ti sei distinto per la capacità di intuire quale fosse la strada migliore per avere il consenso popolare. Anche il referendum, per il quale ti sei tanto battuto, ha trovato un discreto consenso; l’impressione è che questo referendum sia oggetto non indifferente di interpretazioni contrapposte; c’è infatti chi ritiene che si tratti di una semplice bufala la domanda che viene posta circa l’allargamento della autonomia del Veneto; sembra infatti un quesito del tutto generico ed anche del tutto inutile; è come se si chiedesse alla gente: vuoi godere di maggior felicità sulla faccia di questa terra? Trova uno che voti contro! C’è d’altra parte una buona parte di popolazione veneta, di destra e di sinistra, che vede in questo referendum un’affermazione dell’autonomia, soprattutto nel campo fiscale, di questo territorio che spesso soffre a causa della vicinanza con il Friuli e con il Trentino, regioni autonome in base alla Costituzione, che godono di una fiscalità molto limitata. Un certo consenso lo avevi trovato sulla scia della necessità di sgravare le piccole e medie industrie del Veneto, che per parecchi anni hanno fatto la fortuna economica del Nordest, da una insopportabile tassazione che falcidia i profitti e rende difficile il reimpiego per allargamenti produttivi e quindi l’ampliamento dell’occupazione. Appare evidente la tua voglia di ripetere nel Veneto quanto sta avvenendo in Catalogna, ma con le scelte che stai proponendo rischi di apparire una malacopia dell’originale. Ad esempio questa sui vaccini l’hai proprio sbagliata; è pur vero che a tempo debito hai saputo fare retromarcia ma purtroppo per te la traccia di una mossa infelice rimane. Vorrei darti un suggerimento: impara da Grillo il quale un tempo, da comico, scioccamente sosteneva nella sua ilarità la necessità di rifiutate i vaccini, ma di fronte all’attuale ondata scientifica, che dimostra non tanto l’opportunità quanto la necessità di vaccinare i ragazzi che frequentano la scuola dell’obbligo, il Grillo, comico nazionale, da qualche tempo sull’argomento ha con ogni evidenza scelto il silenzio e questo gli torna a merito; lottare contro i vaccini significa tornare ai tempi in cui la medicina non aveva ancora fatto i passi da gigante odierni nella prevenzione delle malattie e nella protezione della vita e soprattutto esporre i ragazzi ad un’eventuale epidemia da morbillo o da pertosse o da altre malattie simili che colpivano le generazioni passate. L’obbligo vaccinale è apparso alla stragrande maggioranza della nostra popolazione un passo avanti che l’Italia compie nel campo della sanità pubblica. Tu invece, caro governatore, hai pensato bene di posticipare quest’obbligo di altri due anni con la relativa dilazione della presentazione della effettuazione, almeno prenotata, della vaccinazione. Forse sei stato male consigliato, forse questa volta ti è sfuggito il polso dell’opinione pubblica del Veneto, forse non ha funzionato il tuo naso politico sempre attento a dove spira il vento; fatto si è che appare evidente che questa l’hai proprio sbagliata. Ti costerà alle prossime elezioni? So una cosa: anche la Lombardia di Maroni si è allineata alle prescrizioni governative mentre a te è rimasto soltanto l’appoggio di Salvini. Già questo dovrebbe farti riflettere; infatti pare che per l’amico Salvini valga il motto “age contra”, cioè: hai l’obbligo di dire sempre il contrario a costo di negare anche l’evidenza. E tuttavia vorrei far presente ad ambedue un’altra bellissima espressione latina: “contra factum (Kant scriverebbe faktum) non valet argumentum”; e cioè: di fronte agli accertamenti scientifici in merito alla necessità dei vaccini cosa state a blaterare?don Angelo Favero