Un tempo “nell’introitus ad altare Dei”, parole con le quali si iniziava la santa Messa in latino, ci si riferiva a Dio che “allieta la nostra giovinezza”. Ora però ho felicemente compreso che il buon Dio è disposto ad accettare anche la nostra vecchiaia quando ci si rivolge a Lui con fiducia e confidenza. Ho constatato che quando sono più stanco, più depresso e più cosciente dei miei acciacchi e dei miei limiti il Signore mi manda qualche segno della sua attenzione e della sua benevolenza, segno che mi incoraggia e che mi aiuta a riprendere fiato e a continuare il mio servizio.
Qualche tempo fa, come ho già confidato ai miei amici, quasi un’intera classe delle magistrali, che festeggiava il mezzo secolo dal diploma, mi ha invitato a pranzo per celebrare questo lieto evento assieme al loro vecchio insegnante. Questo incontro mi ha riempito di consolazione perché ho potuto toccare con mano la loro stima e il loro affetto: ricordarsi di un vecchio prete dopo mezzo secolo di vita non è proprio una cosa di tutti i giorni.
Qualche tempo fa ho incontrato uno dei miei ragazzi scout che non vedevo da almeno venti-trent’anni. Sapendo che aveva fatto la carriera militare come suo padre e pensando che fosse arrivato al grado di maresciallo, gli ho chiesto scherzando: “Non sarai mica arrivato a generale?”. Con mia infinita sorpresa mi sono sentito rispondere: “Si don Armando mi sono appena congedato con il grado di generale dell’Aeronautica!” e sorprendendomi ancora di più mi ha confidato che si sarebbe reso disponibile a fare l’aiuto tipografo per la stampa de “L’incontro”.
L’altro ieri ho celebrato il commiato della madre di un anziano signore che mi ha detto: “Non si ricorda di me don Armando? Ero scout nella squadriglia delle volpi” e continuando in quel dialogo caldo e affettuoso mi ha ricordato che “Vassili”, un altro scout, è arrivato a ricoprire l’incarico di ambasciatore in Turchia.
Se prestiamo un po’ di attenzione ci accorgeremo che nei momenti di sconforto il Signore non manca mai di farci una carezza, una battuta sulle spalle o un complimento per risollevarci dalla tristezza.