Un segno di speranza

Lunedì scorso ho confidato ai miei amici lettori tutta l’amarezza, lo sconforto e lo sconcerto che la tragica morte dei coniugi Cecchinato ha generato nel mio animo.

I mass-media, partendo dalle manifestazioni di stima e di riconoscenza che avevo espresso con alcune note in occasione dell’elargizione di euro 100.000 che l’ingegner Cecchinato ha fatto, note che sono poi state inserite nel mio blog, le testate giornalistiche e le emittenti locali mi hanno letteralmente sommerso con richieste di ulteriori informazioni. Io però, oltre alla stima e alla riconoscenza nei confronti di un concittadino che quasi senza conoscermi aveva fatto a favore del Don Vecchi un’elargizione tanto significativa, ho potuto aggiungere poco altro se non l’amarezza e il rammarico per non essere stato capace di offrirgli quella speranza necessaria ad impedire l’amara e tragica conclusione della sua vita e di quella della moglie.

Ai miei intervistatori non ho mancato di dire che il mio Dio è quello che ho conosciuto nella parabola del “figliol prodigo” in cui abbiamo imparato a conoscere il Suo cuore sconfinato. Ho approfittato anche per dire loro che solo Dio conosce “i reni e il cuore” di ogni creatura ed ho ripetuto il pensiero di Sant’Agostino che afferma che “ci sono uomini che Dio possiede e la chiesa non possiede” per poi ribadire la tesi del Cronin che, nel suo volume: “Le chiavi del Regno”, afferma che per arrivare al Regno ci sono persone che imboccano l’autostrada, altre che percorrono strade sterrate ed altre ancora sentieri impervi più o meno tracciati.

Per questi motivi non dispero e credo che anche questi coniugi abbiano imboccato una strada poco battuta ma che comunque porta a quel Padre che accoglie tutti dicendo: “Entra e facciamo festa perché eri lontano e sei tornato”. Ieri e oggi ero immerso in questi pensieri quando, dalla segreteria del Don Vecchi, mi hanno informato che il giorno precedente la sua tragica morte l’ingegner Ernesto Cecchinato ha versato euro 20.000 per i nostri vecchi che non ha mai né visto né tantomeno conosciuto. Una volta ancora mi risuonano nel cuore le splendide parole di Sant’Agostino: “Ama e poi fa quello che vuoi”.

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