“La maggioranza silenziosa”

Ci sono frasi che, per motivi non sempre facili da comprendere, entrano nella “storia” e poi vengono utilizzate per riferirsi a situazioni ben diverse da quelle per le quali sono state pronunciate.

Ci fu un tempo, passato ormai da più di vent’anni, in cui pareva che alla FIAT di Torino gli scontri tra gli operai e la direzione, con i relativi e clamorosi scioperi, non dovessero più finire. Sennonché, quando pareva che la fabbrica stessa corresse il rischio di disgregarsi, ci fu una reazione da parte di operai benpensanti e di impiegati che portò circa quarantamila “colletti bianchi” a sfilare a Torino per chiedere che la situazione ritornasse alla normalità e che la produzione potesse riprendere evitando che il lavorare alla FIAT si trasformasse in un inferno.

Tale manifestazione, del tutto nuova e inaspettata, fu denominata dalla stampa: “la marcia della maggioranza silenziosa” e la città scoprì che a Torino e alla FIAT non esistevano solamente le bandiere rosse degli operai della FIOM manovrati dalla CGIL e dal partito di Botteghe Oscure. Questa marcia fece prendere coscienza alla città di quanti fossero i lavoratori stanchi di conflittualità e pronti a fare comunque il proprio dovere nonostante le mille difficoltà quotidiane. Questa presa di coscienza diede vita a nuovi equilibri e a risultati di ordine economico e lavorativo certamente più positivi.

In questi ultimi tempi vengo reso partecipe della vita di tantissimi concittadini ai quali porgo l’ultimo saluto affidandoli alla misericordia del Signore e come tante persone semplici, buone e generose anch’io sto prendendo coscienza di quella “maggioranza silenziosa” di uomini e donne che non riempiono le pagine dei giornali con i loro nomi e con le loro gesta ma si impegnano con serietà a fare il loro dovere e a dare il meglio di sé alla famiglia, al lavoro e alla società. Questa presa di coscienza mi conforta e mi aiuta a sperare in un mondo migliore ma soprattutto mi aiuta a capire che, com’è più facile accorgersi di un numero limitato di papaveri che sembrano colorare di scarlatto un intero campo di grano piuttosto che di un mare di violette che profumano in silenzio il nostro mondo, così succede anche per tutti quei ciarlatani e vendi vento che riempiono le pagine dei giornali nei confronti di quella “maggioranza silenziosa” su cui ogni società può e deve contare.

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