L’anno scorso lasciai trapelare più volte che l’impegno di “firmare” ogni settimana l’Incontro diventava per me ogni giorno più gravoso.
Da un lato avvertivo la poca elasticità mentale, motivo per cui ogni settimana diventavo sempre più prolisso e “sbrodoso”, e dall’altro mi costava presentarmi al vasto pubblico di lettori così male in arnese da un punto di vista intellettuale.
Nonostante le sollecitazioni affettuose dei miei collaboratori e dei lettori, mi sentii quasi costretto dalla mia coscienza a passare la mano ad altri più giovani e brillanti di quanto io mi senta ora anche se, proprio le affettuose sollecitazioni di tanta cara gente mi costringe a continuare a buttar giù ogni giorno e alla meglio qualche povera nota sui miei incontri e sulle mie emozioni quotidiane.
Però come scrissi nella prefazione dell’ultimo volume che raccoglie il diario dello scorso anno, ho la netta percezione di essere giunto al “vinello”, cioè ad un prodotto tra i più poveri della spremitura dell’uva. Queste poverissime note, quindi, sono destinate solamente agli amici più intimi!