Le favole sono un fiore quanto mai vivace ed allettante della fantasia e quindi verrebbe da pensare che non abbiano alcun riscontro con la realtà. Talvolta mi sembra invece che siano l’abito bello dei sogni e dei desideri impossibili.
Quest’anno mi sono avvalso del titolo e del contenuto di un romanzo – è da notare che normalmente i romanzi sono pure delle favole elaborate, ma sempre e comunque favole – per introdurre il mio sermone di ferragosto sulla Madonna Assunta, notando che, nonostante la crisi economica, anche quest’anno c’è stato un fuggi fuggi dalla città per cercare altrove, o “fuori porta” o più lontano, quella distensione o quella gioia di vivere che gli uomini del nostro tempo pare non riescano più a trovare nella vita di tutti i giorni e in quel piccolo mondo in cui sono soliti vivere.
Per una strana ed inspiegabile associazione di idee m’è parso che il fenomeno di ferragosto sia magnificamente e puntualmente espresso da quel romanzo del Salgari, o del Verne – non riesco più a ricordare – “Alla ricerca dell’isola del tesoro”, che narra di un’isola favolosa in cui si può trovare il tesoro che appaga tutti i sogni, i desideri e le speranze.
Se non mi sbaglio per ferragosto una gran massa di gente ha ricercato in spiaggia quest’isola meravigliosa, o in un agriturismo, in una città d’arte, in una grigliata nel bosco o molto più lontano. Soltanto una piccola parte di cittadini, rimasti a casa, l’ha cercata in chiesa nel dolce e delicato mistero dell’Assunta e del messaggio che da duemila anni offre ai credenti.
Penso che i primi siano tornati a casa ben presto delusi, non avendo trovato lo scintillio del metallo prezioso né fuori porta né lontano, costretti quindi a chinare il capo, a porsi sul collo il vecchio giogo del quotidiano, mentre i secondi, che sono rimasti a casa a contemplare, assieme a me, il cielo azzurro ed infinito che la Madonna ha percorso per andare al Padre, facendo le cose semplici e belle di ogni giorno, hanno conservato nell’intimo la speranza che quest'”isola felice” si trovi un poco più in là, oltre il confine dell’orizzonte finora esplorato, continuando così il loro cammino sorretti dalla speranza che è rimasta intatta, anzi rinvigorita compiendo il percorso per il quale Maria ogni giorno, passo dopo passo, ha raggiunto l’Infinito.
15.08.2013