L’ultima intervista della Hack

Metto subito le mani avanti: quella che tantissimi italiani, soprattutto di sinistra – ma non solo – hanno definito una donna di scienza, una grande astrofisica, una donna appassionata alle cause civili, non mi è mai stata simpatica.

Quanto mi è piaciuta Rita Levi Montalcini, la scienziata ebrea di grande spessore, di molto più grande spessore della oriunda fiorentina, domiciliata a Trieste, pure lei sempre dichiaratasi atea, altrettanto ho provato un sentimento di rifiuto nei riguardi dell’astronoma che oggi è morta e che, in linea con le sue infinite affermazioni, ha voluto essere seppellita senza un discorso né una prece.

Questo pomeriggio ho seguito a Radio radicale la commemorazione che se n’è fatta in parlamento. Si sono susseguiti una serie abbastanza consistente di senatori, di tutti gli schieramenti politici, dicendo pressappoco tutti le stesse cose. Ho appreso una cosa che non sapevo: che era stata eletta nelle liste comuniste ed era presidente di un gruppo radicale di atei militanti e s’era messa in mostra per i suoi interventi, spesso pieni di sarcasmo e di sufficienza.

Io, benché prete, non ho nulla contro gli atei. Durante la mia vita ne ho conosciuto più di uno, ma quelli intelligenti e colti che motivavano la loro scelta, li ho sempre sentiti umili, discreti, rispettosi della fede altrui, quasi preoccupati di far conoscere i propri convincimenti in fatto di fede. La Hack invece non lasciava passare occasione per fare una professione solenne di ateismo, guardare dall’alto in basso i credenti, pensandoli come “uomini minori”, degni solamente di commiserazione.

Voglio inoltre motivare, una volta tanto, il mio rifiuto nei riguardi dei cosiddetti atei militanti, dei quali la Hack è stata un campione.

Primo: questa gente non s’è mai chiesta, prima di fare certe affermazioni categoriche e definitive: “Come mai la stragrande maggioranza degli uomini del nostro tempo, che si dichiarano credenti, e tra di essi vi sono menti sublimi, gli atei possono affermare che essa è composta solamente da tutti ignoranti, oscurantisti che non sanno ragionare e solo al manipoletto di atei militanti è riservata la verità certa, assoluta, totale e inconfutabile?”.

Secondo: questi “illuminati”, che dovrebbero essere i campioni in umanità, perché con le loro affermazioni hanno il sadismo di privare i poveri della speranza, che è spesso l’unica loro ricchezza per sentirsi amati ed attesi dal Padre misericordioso? Perché tanta cattiveria nel recidere la speranza degli umili?

Terzo: ma questa gente, che di certo è cosciente che ogni oggetto ha per forza un costruttore – sia esso un povero artigiano o uno scienziato – come mai può pensare che l’universo così complesso, regolato da leggi così precise, così ricco di varietà e di splendore sia l’unica realtà che non ha un autore?

Nonostante tutto ho detto un requiem anche per la Hack, sperando che incontrando il Padreterno abbia finalmente ammesso: «Povera me, ho sbagliato tutto!»

30.06.2013

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